Un pò di storia:
Tra i più rilevanti documenti dell'archivio della ditta Colli, il cui artefice principale è stato l'industriale e arredatore Pier Luigi Colli (1895- 1968), ci sono i rilievi per l'allestimento di una Cadillac targata SCV1 (la targa del Papa) e l'inventario dei disegni del treno reale (oggi presidenziale). Due esperienze che la dicono lunga sulla varietà della produzione di questa Casa, che affonda le proprie radici nel XIX secolo. Per la precisione nel 1855, quando Pietro Colli fondò a Torino il laboratorio “MIRAM, Manifattura Italiana Ricamo A Mano”, che eseguiva preziosi ricami e coperture per poltrone e divani. Tra le specialità della ditta, i ricami “bandera”, tipici della tradizione settecentesca piemontese. La produzione era in perfetta simbiosi con l'attività della contigua ditta “Martinotti e C.ia fabbricante di mobili”. Luigi Martinotti, produttore di mobili in stile, aveva partecipato nel 1876 all'esposizione d'arti decorative di Filadelfia. All'inizio del '900 il figlio Federico aggiunse alla produzione tradizionale una collezione di arredi Liberty con cui vinse una medaglia d'oro sia alla grande Esposizione torinese del 1902 sia in quella del 1911. Nello stesso periodo il giovane Pier Luigi Colli frequentava a Parigi i corsi dell'École des arts décoratifs e stringeva una serie di relazioni che lo avrebbero reso importatore a Torino dei vetri di Lalique e concessionario del celebre creatore di lampade déco Jean Perzel. Le due esperienze erano destinate a fondersi alla fine degli Anni 20, quando Martinotti si ritirò e cedette l'attività al giovane Colli. All'inizio del decennio successivo, forte della sua cultura aggiornatissima nel campo dell'arredamento, dell'abilità esecutiva dei suoi laboratori e di una vivace presenza nell'alta società (fu vicepresidente della società Ippica Torinese), Colli iniziò una brillante carriera come progettista d'interni. Oltre ai mobili, disegnava i ricami dei rivestimenti e dei tendaggi, i tappeti, le lampade (assemblate con vetri Seguso) e persino le maniglie delle porte. Nella Torino sbalordita dagli spigoli netti e dalle superfici lisce e terse dell'arredo del Palazzo Gualino progettato da Pagano e Levi Montalcini, Colli proponeva più rassicuranti arredi d'ispirazione francese (evidenti le analogie con Ruhlmann e Leleu), spesso rivestiti con radiche posate non a specchiature, ma a creare una decorazione uniforme, in contrasto con superfici graffite. La tecnologia adottata dalla fabbrica permetteva inoltre complesse maquetterie e filettature in ottone. Gli spolveri per gli intagli e gli intarsi erano affidati invece all'artista alessandrino Pietro Morando (1889-1980), nella sua prima fase ancora in stile “Strapaese”. Alla sede di Torino si aggiunsero, nel momento di massimo successo, le filiali di corso Matteotti a Milano e piazza Navona a Roma, attive fino ai primi Anni 50, mentre la ditta raggiungeva i cento dipendenti.
Attento allo sviluppo dell' azienda Pier Luigi Colli non dimenticò la progettazione di mobili, oltre a numerosi modelli spesso adattati alle esigenze del cliente privato creò ad esempio le originali sedute dell'aula magna dell'università, l'arredo della sede torinese della banca d'Italia e della prefettura.
Alla produzione dovuta alla sua creatività si affiancò la realizzazione di mobili e arredi su disegno dei più grandi progettisti dell'epoca che si affidavano all'abilità esecutiva dell'azienda: Gio Ponti fece eseguire dalla ditta Colli le pareti divisorie e i serramenti della sede torinese degli uffici Vembi; Giovanni Gariboldi, il direttore artistico della Richard Ginori, commissionò gli arredi per lo show room di Roma; Carlo Mollino i corrimano dell'auditorium RAI e i serramenti del teatro Regio; Domenico Morelli l'arredo del grattacielo Rai; Gabetti e Isola gli arredi neoliberty della Borsa Valori. Alla sua morte il testimone fu raccolto dalla figlia Claudia, che guidò l'azienda verso una produzione seriale di alta qualità progettuale fino alla chiusura nei primi Anni 80.
Pubblicatu su: FORME MODERNE N° 3 /09
Rivista di storia delle arti applicate e del design italiano del XXI secolo
Presentazione: Mercoledì 03 Febbraio 2010
ore 18.30
Galleria Porta Palatina 13 - Torino