GIUSEPPE RICCARDO LANZA

Artista poliedrico, attivo dagli anni '50 fino al 1986, anno della sua tragica morte. 
Pittore, scultore, fotografo e grafico, ideatore di un palcoscenico-scultura nella Cava di San Valeriano nei pressi di Piossasco, nonché di una scultura alta12 metri sulla collina del medesimo paese, Lanza occupa un posto di rilievo nella cultura artistica nazionale ed internazionale di quegli anni.
Nel 1972 riceve il “Premio Mirò” di Barcellona. 
Una prima fase prettamente pittorica lo vede già interessato al concetto di città. 
Le sue sono città immaginate ed immaginarie, roccaforti in riva al mare, linee ambigue che separano il cielo dal mare, la terra dal mare e dal cielo.
A cavallo tra gli anni '50 e '60 le tele diventano scatole bidimensionali a cercare una sintesi sull'habitat cittadino, con una forte componente di quinta scenica. 
Inizia una ricerca sui materiali: dalle sculture in legno passa al plexiglass, alle lastre a specchio che duplicano e deformano.
Il suo interesse artistico si sposta sull'uomo.
Il suo posto nella città, lo spazio che occupa, le geometrie che crea. 
Il corpo come laboratorio artistico, le mani concrete ed indispensabili, la bocca crudele e strumento di tortura.  

“Giuseppe Riccardo Lanza è un sognatore, ma non di estrazione romantica, bensì tecnologica (…) Lanza è un uomo pericoloso”.
(Il Resto del Carlino, 11 ottobre 1972)