PABLO MESA CAPELLA


Pablo Mesa Capella

Il tempo che scorre può essere fermato in un'opera che lo sappia raccontare, che metta l'osservatore di fronte a tante piccole storie narrate da oggetti che si trasformano in testimoni di un passato che ci guarda e ci coinvolge. La ricerca artistica di Pablo Mesa Capella si fonda propria sul recupero del tempo trascorso e sulla sua proiezione nella nostra contemporaneità attraverso opere che sono veri e propri palcoscenici. Il percorso di Mesa Capella è articolato. Formatosi nel mondo della regia teatrale, è approdato alle arti visive costruendo dei microcosmi racchiusi in antiche campane di vetro. La messa in scena è così stata traslata dalla sfrontatezza del palco all'intimità di una costruzione estetica in miniatura. Contemporaneamente, l'artista ha costretto lo spettatore ad abbandonare la staticità della sua condizione di osservatore per diventare lui stesso partecipe, anche fisicamente, della ricerca del dettaglio che costituisce la composizione. Come un gigante in un mondo piccolo, l'osservatore si avvicina alle campane di vetro cercando rimandi, inseguendo dettagli, scrutando particolari alla ricerca di un disegno complessivo. Racchiudere il mondo dentro una campana di vetro non vuol dire mettersi dalla parte di dio, sentirsi dei creatori onnipotenti. Significa piuttosto concentrarsi sul dettaglio per leggere la bellezza del tutto. Le opere di Mesa Capella non intendono essere delle fotografie di una condizione o di una situazione; vogliono piuttosto essere il punto di partenza di una narrazione che si muove, in un continuo andirivieni, fra presente e passato. Fotografie d'epoca, oggetti, elementi vegetali, testi scritti si fondono in un gioco di rimandi in cui l'ironia sdrammatizza non soltanto la composi- zione e il messaggio, ma l'essenza stessa dell'arte.