YvesSaint Laurent giugno2018

Yves Saint Laurent - ICONICA - L'Amour Fou

La prima edizione di ICONICA – realizzata col patrocinio della Città di Torino, della Camera di Commercio di Torino e di Atout France – Agenzia per lo sviluppo del Turismo Francese – è un omaggio, a dieci anni dalla sua scomparsa, a Yves Saint Laurent, il couturier che più di tutti ha rappresentato la commistione profonda di arte, cultura e società del suo tempo, anticipando lucidamente il ruolo che la moda avrebbe avuto nel mondo contemporaneo.
Una settimana di eventi, sfilate, mostre, incontri, workshop e laboratori che esplorano l'universo dello stilista francese a pochi mesi dall'apertura, a Parigi e Marrakech, dei due musei dedicati al suo lavoro, ai suoi abiti e alle sue passioni.
ICONICA cerca di far luce, mostrare e celebrare i dettagli salienti dell'uomo, del sarto, dell'artista e il suo rapporto con la moda, l'architettura, la pittura.

La prima edizione di ICONICA è un omaggio, a dieci anni dalla sua scomparsa, a Yves Saint Laurent, il couturier che più di tutti ha rappresentato la commistione profonda di arte, cultura e società del suo tempo, anticipando lucidamente il ruolo che la moda avrebbe avuto nel mondo contemporaneo.

ICONICA cerca di far luce, mostrare e celebrare i dettagli salienti dell'uomo, del sarto, dell'artista e il suo rapporto con la moda, l'architettura e la pittura. Passionale, anticonformista, adorato dalle sue sarte, muse e clienti di tutto il mondo, Yves Saint Laurent ha creato capi come il caban, il trench o l'abito Mondrian diventati indiscussi simboli di stile. Ha svelato la femminilità nascosta dello smoking, fino a quel momento massima espressione di eleganza maschile; ha “rivisitato” la sahariana e inventato il tailleur pantalone con l'ambizione di regalare alle donne pezzi intorno ai quali far ruotare un intero guardaroba.
 
Yves Saint Laurent ha “inventato lo stile”

“L'Amour Fou” è il tema di ICONICA di quest'anno ed è tratto dal titolo del docufilm realizzato dal  regista/fotografo Pierre Thoretton che ripercorre le passioni estreme di Monsieur Saint Laurent, come lo chiamavano tutti nel suo quartier generale di Avenue Marceau a Parigi. Lo stilista, infatti, ebbe amori senza misura: l'amore per gli oggetti d'arte, che doveva acquistare e collezionare, con il compagno di una vita Pierre Bergé; l'amore per il Marocco, per Marrakech, che gli aveva insegnato i colori, dove si rifugiava per creare, per vivere la leggerezza che a Parigi gli risultava impossibile e dove volle che le sue ceneri fossero disperse; l'amore per la letteratura e la pittura che lo portavano a riprodurre sui suoi abiti le opere dei grandi maestri; l'amore folle, quella forza creativa che fin da bambino gli faceva disegnare bambole di carta, costruendo così un suo immaginario universo infantile.
“Cerco di esprimermi e se me lo si impedisce, credo che ne morirò” diceva, citando Rilke.